Mentre è calato il sipario sull’evento Padova 2010: Semplicemente Fratelli - dove in circa 50 tra sorelle e fratelli della nostra regione siamo giunti tra i duemila provenienti da tutta Italia, per dare testimonianza della nostra vocazione - ora è il tempo della sfida per proporre nelle nostre realtà percorsi di fraternità sullo stile del modello tramandatoci da Francesco d’Assisi. La riflessione di Fratel Enzo Bianchi, priore della Comunità di Bose, ha posto le basi per una rinnovata ed autentica riflessione sulla Fraternità a partire da quelle radici e motivazioni evangeliche incarnate nel modello proposto da Francesco. “E’ la paura del diverso ad impedire la fratellanza tra gli uomini“, “da Caino ed Abele, fino ad oggi, una catena ininterrotta di generazioni, di genitori e di fratelli, tutti figli di Dio, è stata messa in crisi dal male, dall’istinto primordiale dell’egoismo, dall’amore verso se stessi“, “il benessere e la ricchezza non aiutano ad essere fratelli e sorelle“, occorre sapere andare oltre “l’abusato concetto di solidarietà, che esiste solo quando c’è già fraternità e condivisione” e considerare che per fare fraternità “la mia identità sorga dall’altro. Io sono innanzitutto un fratello e solo se sento fratello l’uomo, sento Dio come padre“. Queste sono solo alcune delle affermazioni di Fratel Enzo da cui ripartire per fare delle nostre fraternità palestre nelle quali ognuno dovrà sperimentare come farsi prossimo nell’assunzione di una piena e consapevole responsabilità dell’altro così incarnando il modello evangelico già vissuto da Francesco. Anche i vari e qualificati interventi della tavola rotonda, tra cui quello del Sociologo Giuseppe De Rita, presidente dell’Istituto di ricerca socio economica CENSIS, ci hanno aiutato a leggere con estrema chiarezza la condizione attuale. La fraternità – secondo De Rita – viene scambiata e confusa con la solidarietà che è un meccanismo di riferimento quotidiano, mentre fraternità è impeto dello spirito, della psiche, forse anche del cuore che porta a un rapporto paritetico di reciprocità e di scambio e non può portare a un rapporto di convergenza di interessi. Oggi rifuggiamo dall’altro, e difficilmente vediamo in lui il volto di Dio. Le due celebrazioni eucaristiche la prima nella Basilica del Santo e quella Domenicale nella Basilica di S. Giustina presiedute rispettivamente da Fr. Marco Tasca Ministro Generale ofm Conv. e dal Vescovo di Caltagirone Fr. Calogero Peri, già Ministro Prov.le ofm Capp. di Palermo, con le loro lucide omelie, ci hanno riportato alla Fonte, al Cristo che si dona nell’Eucarestia e su cui si fonda e si genera l’autentica Fraternità. Sabato sera molto coinvolgente è stato lo spettacolo nella Piazza antistante la Basilica del Santo con le canzoni e la musica di Amedeo Minghi e Angelo Branduardi e le testimonianze del Ministro Nazionale Giuseppe Failla, del Presidente della Gi.Fra. Alfonso Filippone e di Salvatrice e Umberto Virgadaula coordinatate dal noto presentatore televisivo Fabrizio Gatta. Scarica il materiale: 1. Il saluto del Ministro Nazionale Giuseppe Failla; 2. Il Messaggio Finale per le Istituzioni e le Associazioni Cattoliche;