RITIRO REGIONALE DEI FORMANDI OFS
“Gioite sempre nel Signore” (Fil 4,4)
Il ritiro dei formandi si è svolto presso il monastero S. Chiara di Caltanissetta giorno 11 dicembre, giorno in cui la liturgia della domenica, detta “Gaudéte”, ci invita alla gioia, ad una vigilanza non triste, ma lieta.
Dopo il saluto del Ministro Regionale Pietro Calogero La Monica, (leggi il saluto), il quale ha sottolineato l’importanza della formazione iniziale e il senso dell’appartenenza ad un ordine francescano, la responsabile della formazione Nunziata Toscano ha introdotto la giornata sottolineando il fatto di essere stati convocati da QUALCUNO e di sentirci creature in attesa di sapere da Lui il perchè siamo stati chiamati!
Il ritiro in periodo di Avvento è stato scelto per aderire in modo tutto spirituale all’esperienza stessa di Francesco il quale con la terza quaresima, detta d’“Avvento”, si preparava al Natale che insieme alla Pasqua era definita “la festa delle feste”; Questo tempo di grande meditazione della parola di Dio, di preghiera, di penitenza e digiuno era propizio per rendere la sua carne sottomessa allo Spirito. Facendone esperienza egli stesso volle che anche i suoi frati vivessero una piena conformità a Cristo inseriti nella vita penitenziale della Chiesa. Dopo la celebrazione eucaristica Suor Consuelo ha intrattenuto i presenti con la sua meditazione ponendo due interrogativi: Cosa è la vocazione? Come si scopre e si alimenta la vocazione?
“La vocazione è la grazia di scoprire cosa vuole il Signore Dio chiamandoci; è una chiamata personale ed è un mistero poiché Dio ci sceglie per amore e stringe con noi un Patto d’Alleanza. La chiamata è specifica per quella persona ed è rivolta ad ogni creatura (LG,5) e quando non c’è risposta alla chiamata di Dio quel posto rimane vuoto perché nessun altro lo può colmare, ognuno è insostituibile!! La vocazione si scopre attraverso la PREGHIERA e l’ASCOLTO quotidiano della PAROLA; la grandezza è fondata su un SI che permette di andare avanti e fare esperienza di Dio; Dio si inserisce nella nostra storia e la fa SACRA! Geremia, Giona, Mosè, Abramo, Francesco , Chiara si sono sentiti amati da Dio e si sono fidati di LUI. La vocazione si scopre non una sola volta, ma sempre, essa è legata alla missionarietà: Francesco, Chiara ed Elisabetta si mettono subito all’opera anche senza aver chiaro il futuro ma si fidano di Dio. Il SI incondizionato ci porta su strade che non sono le nostre ma di Dio e ciò che non comprendiamo subito domani acquista un significato più profondo. La domanda da farsi è: Il mio posto nel Regno lo occupo? Il SI diventa un SI fecondo nella storia”. Suor Consuelo ci ha rivolto una raccomandazione forte : non spegnete mai il desiderio di seguire DIO!
Per poter meditare su quanto si era ascoltato, si è dato un tempo di deserto. Dopo l’agape fraterna la vice Ministra Febronia Lamicela ha indicato i capisaldi dell’essere e fare fraternità, esortando i presenti a non scoraggiarsi mai, ma confidare nella forza di Dio e dei fratelli.
Sono seguite le testimonianze vocazionali di:
Chiara della fraternità di Trapani, la quale ha raccontato la sua storia personale e come la Parola ha inciso in modo determinante nel suo SI a seguire Cristo dietro l’esempio di Francesco d’Assisi. Chiara ci ha confidato che desidera essere una foglia nel vento di Dio.
Anna Maria e Gaetano delle fraternità di Catania S. Francesco e S. Luigi ci hanno testimoniato che pur provenienti da strade ed esperienze diverse si sono conosciuti, innamorati e sposati; la loro forza è leggere gli avvenimenti della vita in chiave francescana; come coppia si sono aperti all’accoglienza di bambini abbandonati che ospitano durante le festività e le vacanze e ci hanno raccontato del dono della genitorialità che il Signore ha concesso loro con la nascita di Elisabetta.
Marzia e Giuseppe della fraternità di Palermo S.Francesco e Capaci hanno scoperto di essere fatti l’uno per l’altra quando la Parola ha accomunato la loro reciproca ricerca: in momenti in cui la fragilità sembrava più forte, sia le Ammonizioni di Francesco che i Salmi hanno dato loro forza e vigore.
Si è poi dato il via al dialogo fraterno con le sorelle Clarisse. Molte domande sono state loro rivolte per chiarire alcuni punti di quanto si era ascoltato nella mattina. Il ritiro si è concluso con un bellissimo e delicatissimo canto dedicato a S. Elisabetta, composto e musicato dalle sorelle clarisse. E’ stato distribuito ai formandi un ricordo della giornata da parte del Consiglio Ofs e dalle Clarisse. L’incontro è stato caratterizzato dall’accoglienza generosa e “ristoratrice “ delle “sorelle povere” e dalla felicità sprizzante dai loro volti che ha contagiato tutti i presenti. (N.T.)