Gli Araldini sono i bambini e ragazzi (di solito dai 6 ai 13 anni) che iniziano a conoscere lo spirito di san Francesco d’Assisi e a vivere la fraternità secondo il suo stile. Sono i "piccoli francescani", e rappresentano la fascia d’età che precede l’ingresso nella Gioventù Francescana (Gi.Fra.).
Il nome “Araldini” richiama l’"Araldo del gran Re", uno dei titoli con cui san Francesco è stato definito: un messaggero di pace, gioia e Vangelo.
Gli Araldini vivono un cammino di:
- gioco e fraternità, dove imparano a volersi bene come fratelli e sorelle;
- ascolto del Vangelo, con parole semplici, alla loro portata;
- servizio, con piccoli gesti quotidiani di aiuto e attenzione agli altri;
- scoperta della figura di san Francesco, attraverso racconti, attività, preghiere e momenti di festa.
Le attività sono pensate per la loro età: coinvolgenti, creative, divertenti… ma sempre con un cuore francescano.
Gli Araldini fanno parte della fraternità francescana a pieno titolo: sono i più piccoli, ma non gli ultimi.
L’OFS è responsabile diretto delle fraternità degli Araldini e collabora strettamente e fortemente con la Gi.Fra. per l’animazione di esse.
Il loro cammino non serve solo “a diventare grandi”, ma è un tempo prezioso in cui il seme del Vangelo e dello stile francescano viene piantato con amore.
Ogni anno, durante la Celebrazione eucaristica nella domenica dedicata a Cristo Re, gli araldini rinnovano la Promessa con cui si impegnano ad essere, nel loro piccolo, testimoni di Cristo e portatori nel mondo di speranza e di pace.
Il 2 febbraio, giorno della festa della “Presentazione di Gesù al tempio”, gli araldini celebrano la Festa dell’Eccomi: come Giuseppe e Maria, genitori di Gesù adempirono le prescrizioni della Legge riscattando il figlio e consacrandolo al Signore Dio, così i genitori degli Araldini, in questa occasione, presentano i loro figli al Signore e all’intera comunità ecclesiale.
La Festa dell’Eccomi pone al centro la famiglia, conferma la Promessa e stimola gli Araldini a verificare gli impegni assunti. Qualora non si potesse celebrare l’Eccomi nella ricorrenza del 2 febbraio, tale festa può slittare alla domenica precedente o a quella successiva.