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I bambini con molto entusiasmo hanno appreso ciò che veniva detto e mostrato. Dopo il momento d’approfondimento siamo stati divisi in squadre, ogni squadra prendeva il nome di una maschera tipica del carnevale come arlecchino, pulcinella, colombina ecc …, grazie a questa divisione tutti abbiamo conosciuto bambini e animatori nuovi, tutti sono diventati animatori di tutti, non esisteva la divisione in parrocchie, eravamo un’unica famiglia, pronti ad aiutarci. Cosi ci siamo divisi in varie stanze e ogni gruppo ha preparato qualcosa di carino da mostrare agli altri: cartelloni, scenette, canti. Dopo due orette dedicate al lavoro di gruppo, ci siamo riuniti di nuovo tutti e ogni squadra ha mostrato il lavoro svolto: tutti i bambini hanno mostrato la loro creatività veramente eccezionale. La mattinata è passata in fretta tra canti balli e approfondimenti e, dopo il pranzo è arrivato il momento che tutti i bambini attendevano: l’ora dei giochi. Abbiamo iniziato a giocare, a correre e a ridere. Anche noi animatori siamo diventati bambini, siamo entrati nel loro mondo, un mondo pulito senza problemi, il mondo che vorremmo avere, che invece possiedono solo loro. Anche il pomeriggio è trascorso velocemente e, finalmente dopo una giornata di divertimento, è arrivata l’ora della preghiera ci siamo diretti tutti in chiesa, dove abbiamo partecipato alla Celebrazione Eucaristica. Una liturgia un po’ movimentata visto che fra’ Giuseppe e Francesca sono rimasti chiusi fuori dalla chiesa per un po’ di tempo, poiché una bambina si è sentita poco bene. Ahimé! è arrivata l’ora di andare e salutare tutti: i bambini che abbiamo conosciuti, gli animatori da cui ho imparato tanto, e che mi hanno fatto capire l’importanza di continuare ad imparare, perché ancora ho molto da capire e da imparare. Solo dopo questa esperienza ho capito che non è un gioco fare l’animatrice, ma deve essere una vera passione, devi amare i bambini come loro amano te, e quando un bambino ha fiducia in te, ti vuole bene, hai ottenuto il dono più grande che potessero darti, perché i loro sentimenti sono puri. Quindi: bambini Grazie di tutto; siete l’orgoglio di tutti. Emanuela Cusimano









