“Dall’annunciazione alla grotta di Betlemme”
È questo il tema del ritiro “BI-ZONALE ARALDINI” che si è svolto domenica 16 dicembre a Partinico nel Liceo scientifico “SANTI SAVARINI” per la Sicilia Occidentale, e presso la parrocchia Santa Maria degli Angeli di Adrano, per la Sicilia Orientale. E’ stata una giornata piena d’emozioni che ha avuto inizio alla nove del mattino con l’accoglienza, e che ha avuto il suo proseguimento con la catechesi, dove è stato spiegato ai bambini che il punto di riferimento per iniziare il nostro viaggio fino alla grotta di Betlemme è Maria punto cardine della nostra FEDE. La giornata è proseguita con la divisione in gruppi, che sono stati chiamati con i nomi di: AMORE, FELICITA’, DOLCEZZA, GIOIA, AFETTO, SERENITA’, PACE, ALLEGRIA, TENEREZZA…tutti sentimenti che i bambini sicuramente provano nella loro vita. Dopo la divisione in gruppi si è iniziatala prima attività, nella quale gli ARALDINI sono stati impegnati a realizzare un presepe in tre ambientazioni:
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Il paesaggio dell’Africa e del Terzo mondo
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Il disagio del dolore e della sofferenza nell’ospedale.
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La povertà e l’emigrazione.
Scopo è stato quello di far comprendere a ciascun bambino che il Natale è la festa di tutti. Gesù bambino nasce nei luoghi più remoti, nella complessità, nelle situazioni di difficoltà, nella povertà, in luoghi senza pregiudizi, dove i regali non stanno al centro dell’attenzione, in ogni situazione dove regna amore e gioia per l’arrivo di Gesù.
Fondamentale è stato spiegare ai bambini come il Natale arriva in Africa e in tutti i luoghi del Terzo mondo, in ospedale, dove il dolore genera disagio, e nelle situazioni di povertà, sperimentate dal povero, dal barbone o dall’extracomunitario che vivono nelle nostre città.
Con la prima ambientazione i bambini sono stati sollecitati a comprendere che Gesù nasce anche in questi luoghi, nonostante le difficoltà e le situazioni quasi invivibili che le popolazioni africane sperimentano quotidianamente.
Gesù è presente anche nelle situazione piena di dolore, sofferenza e tristezza, lotta tra la vita e la morte ma allo stesso tempo in questo scenario, portando fiducia, amore e soprattutto la voglia di far capire che Lui c’è, è presente, e con la preghiera i problemi pian piano vengono meno.
I bambini devono capire che l’ospedale è un luogo dove il dolore viene meno se si crede in Dio.
Nel terzo paesaggio è stata messa in evidenzia una tematica molto attuale “ La povertà e l’emigrazione”. Quante volte vediamo in mezzo a noi tanti poveri, tante persone che soffrono per la mancanza di una casa o anche di un tozzo di pane. Barboni, Extracomunitari e poveri che si sentono emarginati e lontani dalla vita quotidiana che facciamo noi!
Gesù si trova anche un ambiente cupo e triste , è uno di quei poverelli che ha bisogno di un aiuto, e noi dobbiamo capire l’importanza che ha un semplice gesto di carità come l’essere loro vicini anche con un sorriso.
Non dimentichiamo l’esempio di “S. FRANCESCO” che da ricco che era si fece povero tra i poveri……e non dimentichiamo soprattutto l’esempio di “Gesù Cristo” che ha detto: “Ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete accolto, ero in carcere e siete venuti a trovarmi”……. I “PRESEPI”, che sono stati realizzati con materiale da riciclo, non hanno solo raffigurato la natività, ma hanno rappresentato tutte l’emozione, le impressione e tutta l’immaginazione che un bambino o una bambina possono avere come i rappresentanti dei vari gruppi hanno espresso presentando il presepe realizzato. In ogni parola detta dai bambini si percepiva la dolcezza, la semplicità che solo un bambino può avere, ed è una soddisfazione immensa per un animatore vedere il proprio araldino o araldina che pronuncia parole d’amore…
Per tutti è stata un’esperienza divertente ma significativa, perché hanno capito che, anche se in luoghi diversi, l’unica cosa che non cambia mai è la nascita del ”Bambinello” con Maria e Giuseppe.
Nel pomeriggio dopo la pausa pranzo, abbiamo ripreso le attività con sei tipi diversi di giochi, anch’essi ispirati all’importanza del Natale. Tra i primi giochi c’è stato il “Cruci-Annunciazione” con definizioni e parole da indovinare, riguardanti l’Annuncio dell’Angelo Gabriele a Maria”; poi vi sono stati altri giochi ispirati, ad esempio, al viaggio di Giuseppe e Maria verso Betlemme per il censimento ed altri ispirati a diversi episodi. L’ultimo gioco invece consisteva nel far scrivere ai bambini i regali che avrebbero voluto donare a Gesù, così come fecero i Magi, e non quelli che avrebbero voluto ricevere da Gesù. La squadra che prima finiva i giochi era la vincitrice della giornata. La giornata si è conclusa con la celebrazione Eucaristica nella quale abbiamo offerto tutti i nostri disagi e i nostri limiti.
Il messaggio che abbiamo voluto lasciare a i nastri araldini e araldi, è che dobbiamo sempre cercare Cristo nell’uomo e non nelle cose materiali. Cerchiamo sempre Cristo nella nostra vita perché solo lui può rendere SALDO IL NOSTRO CUORE. Voglio concludere con il motto degli araldini…SEMPRE MEGLIO… Si, sempre meglio, perché solo con Cristo fondamento della nostra vita ,possiamo trovare la vera via, la vera gioia, il vero amore. In questo i bambini ci possono dare tanti insegnamenti, anche Gesù infatti lo ha detto: “Chi vuole entrare nel regno dei cieli prima dovrà diventare come un bambino”.
Ringrazio sempre il Signore per avermi donato questi bambini, che sono “il miele della vita”.
Un ringraziamento particolare va a tutti gli animatori presenti ed alla Commissione Regionale per l’Araldinato che ha organizzato questo giorno particolare con cura e amore per tutti i bambini.
Roberto Rosso - Serena Lauretta